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In linea con il percorso avviato un anno fa con l’aiuto del dott. Francesco Sarracino che ci introdotto ai temi dell’economia della felicità, mi sembra importante segnalare che qualcosa, si sta muovendo nella direzione auspicata.

Qual è il benessere di un Paese? Come può essere misurato? Quali sono i fattori che rendono la qualità della vita migliore?

Da cinquanta anni l’OECD cerca di supportare i governi nel delineare politiche e progetti che siano in grado di contribuire allo sviluppo economico e alla qualità della vita dei Paesi membri e delle persone che in essi vivono.

 Dal 1961, anno di costituzione dell’OECD, il PIL, semplice da misurare e immediatamente confrontabile, è l’indicatore principe dello “stato di salute” di un Paese. Tuttavia, è evidente come i concetti di benessere e di qualità della vita, spesso non riescano ad essere sintetizzati in un indicatore di natura puramente economica.

 Per queste ragioni da circa una decina d’anni l’OECD, supportato dal contributo di numerosi studiosi, sta lavorando ad un progetto chiamato “Better Life Initiative”, volto ad identificare nuove modalità per misurare il benessere e il progresso dei Paesi, attraverso indicatori che vadano al di là del PIL.

Nell’ambito di questo progetto è stato presentato la scorsa settimana a Parigi il cosiddetto “Your Better Life Index” un indice interattivo che permette di confrontare la situazione dei 34 Paesi membri sulla base di 11 parametri: casa, reddito, lavoro, comunità, istruzione, ambiente, governo, salute, soddisfazione di vita, sicurezza, conciliazione tra lavoro e vita privata.

L’interattività dell’indice consente a chiunque di attribuire pesi differenti ai fattori ritenuti più significativi nel raggiungimento di un’ottimale qualità della vita, segnalando così le proprie personali priorità e identificando la propria personale classifica.

Ogni volta che qualcuno crea il proprio indice rende noti, in altri termini, gli aspetti della vita che ritiene più importanti.

Ogni indice creato, viene inserito in un database e, in questo modo, l’OECD ha la possibilità di delineare un quadro di ciò che noi, cittadini di tutto il mondo, riteniamo essere essenziale per costruire Paesi migliori e vite migliori.

Attraverso le sinergie derivanti delle nuove tecnologie e dall’interattività, l’OECD, ci dà quindi la possibilità di partecipare attivamente ad un progetto ampio, che forse per la prima volta, prevede il nostro coinvolgimento diretto.

Probabilmente cliccando su questo link http://www.oecdbetterlifeindex.org/ non riusciremo a cambiare il mondo…ma costa poco e…non si sa mai…

 …chi scrive ha già dato il suo piccolo contributo…

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