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Posts Tagged ‘paralimpiadi’


…Nel coraggio di atleti paralimpici possiamo trovare la soluzione alla crisi in Europa. Né la pietà per noi stessi, né la rabbia verso le élite politiche e dei mercati finanziari ci porterà fuori dalla polvere. Possiamo solo fare affidamento sulla nostra capacità, rafforzare lo spirito imprenditoriale e per avere successo oltre la sfida che tutti noi affrontiamo…

Che dire?
Nel nostro piccolo non è quello che proviamo a fare “ostinatamente in direzione avversa e contraria”?

articolo di Filippo Addarii
versione originale in inglese da vita.it La traduzione è a cura di Google…

Forse non dovrei scrivere nel mio blog che non sono mai stato entusiasta dei Giochi Olimpici … ma le Paralimpiadi ottenuto la mia attenzione per la prima volta. A dire il vero ho avuto emotivo, a volte anche passionale, guardando quegli atleti che prosperano per la gloria di superare un inizio penalizzare integrata dalla pietà della società.

Non ho mai pensato alla Paralimpiadi come una competizione sportiva vera e propria, ma Londra 2012 mi ha insegnato che mi sbagliavo: non importa quanto lontano si avvia fino a quando vi do ogni lacrima e goccia di sudore per vincere.

Ho trovato il mio “energizer” nella determinazione di questi compagni. Ho trovato il vero significato di quelle parole d’ordine quali la società grande, innovazione sociale, impresa sociale che noi accoliti politiche ripetono come pappagalli, fino al punto che si comincia a credere che siano reali. Essi sono reali ma grazie a atleti come Pistorious. Non era solo in grado di vincere i 400m, ma ha inventato un nuovo sport per sbloccare il potenziale di tutte le altre persone che non sono stati fermati dalle loro disabilità fisiche, e ha ampliato i confini del sogno per tutti gli altri. Ha consegnato per i politici assetati di crescita economica e l’occupazione, diventando l’annuncio in diretta di una nuova industria produzione di protesi artificiali per gli atleti.

Nel coraggio di atleti paralimpici possiamo trovare la soluzione alla crisi in Europa. Né la pietà per noi stessi, né la rabbia verso le élite politiche e dei mercati finanziari ci porterà fuori dalla polvere. Possiamo solo fare affidamento sulla nostra capacità, rafforzare lo spirito imprenditoriale e per avere successo oltre la sfida che tutti noi affrontiamo. (altro…)

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 fonte: La Repubblica – La Felicità sosteniile di Leonardo Becchetti

29-08-2012: Guardiamo non a torto con un certo sospetto a tutto quanto ci viene propinato in pompa magna dalla grancassa dei mezzi di comunicazione. In questo caso però la novità della copertura crescente dei media per le paralimpiadi presenta aspetti interessanti e positivi. Aiutandoci ad abbandonare l’idea che i non normodotati siano condannati ad una vita di sofferenze e rimpianti e non possano invece godere e gioire di traguardi e successi raggiunti. La letteratura empirica degli studi sulla soddisfazione di vita sottolinea in modo chiarissimo che il livello di benessere soggettivo delle persone diversamente abili è significativamente superiore a quello stimato dai normodotati che li osservano. Il motivo è che uno dei meccanismi psicologici più importanti e sottovalutati che possediamo è quello dell’adattamento. In caso di shock negativi che colpiscono la nostra vita l’adattamento abbassa le aspettative ad un livello realistico e raggiungibile sulla base della nostra nuova situazione. Poiché la felicità dipende da uno scarto positivo tra realizzazioni ed aspettative l’adattamento pone le condizioni perché possiamo essere felici anche nella nuova situazione. Sono gli stessi meccanismi che, mutatis mutandis, spiegano perché sorprendentemente al crescere dell’età la felicità spesso aumenta anche se opportunità e vitalità possono ridursi dato che l’adattamento e la capacità di godere di ciò che si ha è una dote che si affina con il tempo.

Ma il messaggio ancora più importante delle paralimpiadi è che l’atteggiamento corretto nella vita non è quello di arrovellarci sul perché dobbiamo subire alcuni vincoli ma bensì quello di fare il massimo che possiamo assumendo quei vincoli come un dato di fatto. La vita insomma è una massimizzazione vincolata come direbbero gli economisti e una nota comune delle storie degli atleti paralimpici è proprio quella di essersi dati una missione compatibile con i loro vincoli , missione il cui perseguimento da senso e sapore alle loro vite.

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