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Martedì 11 novembre 2014

Ore 18 S. Messa nella Chiesa di San Martino a Montughi

Ore 19,30 cena condivisa

ore 20,45 presentazione del PROGETTO SAN MARTNO

e della futura Comunità di famiglie “IN CAMMINO”

interviene il Presidente ACFT

Associazione Comunità e Famiglie Toscana

(titolare del comodato stipulato il 2 ottobre con la Parrocchia)

ore 22,30 conclude la serata Don Massimiliano Gabbricci

Parroco dell’Immacolata e San Martino a Montughi

In questo luogo nascerà una comunità di famiglie e

saranno riaperti al territorio

(parrocchia, associazioni, persone, ecc…)

vari spazi all’aperto e locali interni,

per svolgere attività sociali formative, culturali e ricreative.

 

Se vuoi ricevere informazioni e aggiornamenti su San Martino scrivi a sanmartinomcf@gmail.com ,  tel a 338 9952348

o visita la nostra pagina facebook San Martino a Montughi – comunità

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Reblog:  09-01-2012  Fonte: Città Nuova editrice

Per il secondo ed ultimo appuntamento della rubrica con gli “Gli sposi e la famiglia secondo Igino Giordani” di Città Nuova la riflessione di Giordani su Concilio Vaticano II e famiglia analizzati dall’autrice Colomba Kim Igino Giordani e Chiara Lubich

La rilettura delle opere di Igino Giordani, i grandi cambiamenti dell’epoca, le novità apportate da eventi quali il Concilio Vaticano II. Colomba Kim li analizza e le fonde nella riflessione, intessuta del vissuto personale del politico e giornalista italiano, nel libro “Gli sposi e la famiglia in Igino Giordani”, oggetto prima di studi ed oggi pubblicati in questo volume da Città Nuova al suo ultimo appuntamento della rubrica.

«Nell’articolo La famiglia, chiesa minuscola del 1939, Giordani aveva già trovato che la famiglia ha il grande compito «d’essere una comunità distributrice di grazie, una comunità di sacrificio, d’amore e di fede»[1], e nella pubblicazione de La società cristiana del ’42, lo aveva ribadito specificatamente. Nel ’40, pubblicava La repubblica dei marmocchi: con un umorismo sopraffino, descriveva il rapporto intenso che c’era nella sua stessa famiglia paragonandola alla struttura di un atomo. Non quello della vecchia fisica: un elemento solido, indivisibile ed inattaccabile dalle forze esterne, bensì quello della moderna scoperta della sua struttura con nucleo, protoni ed elettroni. Giordani paragonava gli elettroni, che si muovono a grande velocità nell’interno del nucleo, ai figli che corrono per i corridoi della casa.

«È la vita: e reagisce, a calci e a risate a garganella, contro la pressione d’acciaio, d’esplosivi e di stupidità, esercitata, d’ogni parte, della morte. Non per nulla ride, negli occhi dei bambini, la luce di Dio, che è Dio di vivi e non di morti, come ha detto Gesù, amico dell’infanzia (LRM, p. 230). Di fronte ai bambini che trotterellavano, gridavano, si impegnavano ad una partita di calcio, immancabilmente facendo saltare a pezzi qualche paralume, cresceva pure l’amore tra i coniugi: è la sua esperienza tenera della vita familiare. (altro…)

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Commenti dopo Romena di Luigi Giario di MCF

 L’intervento di Mancini a Romena mi ha sollecitato a riprendere brevemente una parte del mio articolo pubblicato su progetto Insieme n. 50 del 21 giugno scorso.

 Don Arrigo Chiaregatti (orientalista, psicologo, parroco di Pioppe e di Salvaro dove ha sede una nostra Comunità recentemente uscita dalle difficoltà che l’avevano bloccata)) all’Agorà dell’Emilia Romagna dello scorso anno si è ampiamente soffermato sul tema della condivisione. Partendo dalla crisi che è economica, sociale, morale, ha detto esplicitamente che per salvarci occorre la condivisione. Condividere significa rispondere all’oggi e dunque condividere la cultura, le relazioni, l’economia.

Pensavo al pathos con cui diceva : bisogna in sintesi attivarsi per manifestare una cultura alternativa, pane per i nostri tempi insensati e pensavo di riflesso alle attuali difficoltà che molti gruppi di condivisione stanno esprimendo in questi ultimi tempi. Stanchezza, frustrazione, senso di inadeguatezza, voglia di chiedere o sospendere l’esperienza.

 Ora di fronte a tutto ciò che anch’io ho sperimentato, mi sento di ripetere con forza le parole con cui Bruno Volpi ha concluso l’Agorà di quest’anno.: resistere, resistere, resistere. (altro…)

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